“Abbraccia un’Insegnante”, è questo il lavoro di chi scrive!

  • 15 dicembre 2012 /

Voglio esserci condividendo quest’articolo… voglio esserci senza commento perchè le parole adesso sono preghiere per questi angeli.

“Abbraccia un’insegnante”, è questo il messaggio che  fa il giro dell’America per celebrare le tre eroine della strage nella scuola elementare di Newtown in cui sono morti 20 bambini. Victoria Soto insegnava a una ‘prima’: ha fatto scudo col proprio corpo alla sua classe per proteggerla dalla furia omicida del giovane killer. Maryrose Kristopik, la maestra di musica, ha salvato venti bambini di ‘quarta’ chiudendoli negli armadi per gli strumenti musicali e barricando la porta. Mentre Dawn Hochspung, la preside, aveva avuto la presenza di spirito di accendere il megafono scolastico per un implicito ‘si salvi chi può’ prima di venir crivellata di colpi. 

Victoria aveva 27 anni: ha sacrificato la vita per i bambini che le erano stati affidati. «L’hanno trovata abbracciata ai suoi piccoli allievi, facendo quello che istintivamente sentiva che era la cosa giusta», ha detto alla Abc il cugino Jim Wiltsie. Eroica anche Maryrose Kristopik, l’insegnante di musica: «Lui continuava a battere contro la porta per farsi aprire. Io cercavo di calmare i bimbi recitando loro alcune preghiere, dicendo che li amavo. Dicendo solo che c’era una persona cattiva nella scuola, senza altri dettagli». Bimbi di nove e dieci anni che adesso le devono la vita. Solo dopo che nella scuola non si erano più sentiti i colpi del killer Adam Lanza, Maryrose aveva lasciato uscire i piccoli allievi. Come lei Kaitlin Roig, che aveva barricato i suoi bimbi di ‘prima’ nel bagno della classe e chiuso la porta a chiave: «Mi chiedevano di uscire a vedere. Ma dicevano anche che non volevano morire, che volevano fare Natale. Io cercavo di essere positiva: avrete Natale, avrete Hannukah. Tranquilli». Dawn Hochsprung, 47 anni e due figlie, stava in riunione con altri insegnanti e un genitore. Un incontro di routine, prima dell’inizio delle lezioni. Ha sentito gli spari e le urla, ma invece di ripararsi, ha avuto la prontezza di accendere il megafono per dare l’allarme prima di uscire nel corridoio e confrontare il killer. Con lei la psicologa Mary Sherlach, 56 anni mentre altre maestre si erano riparate sotto i tavoli: «Non ci hanno pensato due volte», ha detto Diane Day, una delle sopravvissute. Dawn e Mary sono state uccise a bruciapelo, «come una esecuzione», ha raccontato poi il rabbino Shaul Praver alla MsNbc.

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