COMUNIONE NEGATA PERCHÈ È AUTISTICO

  • 9 giugno 2013 /

autismo-comunione

Bisognerebbe sapere e capire cos’è l’autismo e poi giudicare o lasciarsi giudicare. Ma gli uomini di Dio hanno Giudizio?

Se prima non sei un padre o una madre che segui 24 ore su 24 ore un figlio autistico non puoi capire fino in fondo, la stanchezza, lo sgomento, le lacrime soffocate in silenzio, le preghiere rivolte a Dio: ” mio Signore ti prego aiutami non ce la faccio più“, e poi come sempre basta un sorriso, o un abbraccio o un semplice gesto che vale quanto il più bel discorso d’amore che un figlio possa dedicare ad una madre…

Ma questa vicenda è triste e lo è altrettanto come la vicenda del ragazzino picchiato a scuola dagli insegnanti, umiliato ed insultato perchè autistico. Io credo di essere una persona abbastanza tollerante e quindi di dare comprensione, e per tale motivo vorrei riceverne. Capisco la stanchezza e mi ripeto, il senso di smarrimento e di frustrazione, ce l’ho con il mio compagno che non mi permette di accendere una sigaretta quando avrei voglia e motivo di agguantare in questo modo la mia rabbia, ma le vicissitudini sono molteplici e non si limitano a questo, anche se spesso alleviano per un soffio il dolore.

Ma veniamo alla vicenda che lascia ancora una volta perplessi: Fabrizio, 11 anni, affetto da una forma di autismo, voleva fare la comunione con tutti i suoi compagni di classe. Un appuntamento – spiega Elda, la mamma – che aspettava da anni. Ma alla fine la comunione non l’ha fatta, e ora il piccolo cambierà chiesa. Il motivo? È sempre la madre a spiegarlo. «Forse un bimbo autistico crea troppi problemi. E non tutti hanno voglia di affrontarli».

Il primo incontro Elda D.S. lo ebbe con l’ex parroco di San Luigi, Vincenzo Tritto, recentemente trasferito a Genova dopo una permanenza napoletana durata non più di tre anni. «Mi disse che sarebbe stato meglio se avessi iscritto Fabrizio al corso organizzato da ”Fede e Luce”, una comunità religiosa che riunisce bambini e ragazzi con disabilità mentali». Un consiglio, è chiaro, solo un suggerimento che padre Tritto conferma di aver dato.

«Mi sembrava una buona soluzione per tutti, poi però non ho visto e sentito più nessuno». Lacrime e amarezza per la famiglia del bimbo. «Ho pianto tanto e mi sono disperata per mesi – è lo sfogo della mamma – nel vedere mio figlio messo da parte in questo modo…».

Eppure io credo che questo sia il modo più sbagliato di reagire. E’ vero che è difficile essere genitori, mamme, di bambini autistici ma i bambini autistici sono meravigliosi perchè ci permettono di avere delle percezioni che altri non hanno, noi genitori siamo in grado di convertire e plasmare emozioni che ci riportano proprio a dei gesti tanto semplici e a riscoprirne l’origine. Ci sono delle difficoltà questo è vero, ma la diversità non sempre è discriminate, spesso è un privilegio ed io lo vivo in questo modo!

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